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Sicurezza Smart Working 2026: sei sicuro di gestirlo bene per evitare sanzioni?

L’era della “flessibilità normativa” per lo Smart Working si è ufficialmente conclusa. Con l’approvazione della Legge n. 34 dell’11 marzo 2026, lo Smart Working entra a pieno titolo nel sistema sanzionatorio del D.Lgs. 81/08

Se fino ad oggi l’informativa sui rischi era considerata da molti un adempimento formale, dal 7 aprile 2026 la sua omissione diventa un reato punibile penalmente.

Cosa cambia concretamente?

La riforma si basa su tre pilastri chiari:

  • obbligo di informativa annuale sui rischi
  • introduzione di sanzioni penali e amministrative in caso di omissione
  • obbligo di prova certa dell’avvenuta consegna del documentoL’Informativa Annuale Obbligatoria

Il datore di lavoro deve consegnare ai lavoratori agili e ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) un’informativa scritta che individui i rischi generali e specifici.

La novità? La cadenza deve essere almeno annuale. Non basta più una consegna o trasmissione “una tantum”.

Sanzioni Penali e Amministrative

L’omissione di questo passaggio non comporta più solo un rischio civile, ma l’applicazione dell’art. 55 del D.Lgs. 81/08:

  • Arresto da due a quattro mesi
  • Oppure ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro

L’importanza della Prova di Consegna

Per essere in regola, non basta “inviare” il documento. L’azienda deve avere evidenza della consegna.

Sono ammessi sistemi di:

  • firma autografa
  • PEC
  • piattaforme digitali tracciabili con valore legale

I punti fermi: l’Accordo Individuale stabilito dalla Legge 81 del 2017

Nonostante il giro di vite sull’informativa della sicurezza, resta confermato l’obbligo dell’accordo individuale.

Ogni lavoratore in Smart Working deve aver sottoscritto un documento che definisca una serie di punti obbligatori tra i quali:

  • tempi di riposo
  • modalità di esercizio del potere direttivo
  • il fondamentale diritto alla disconnessione

Come adeguarsi?

Per le aziende, la priorità ora è la revisione della modulistica e la verifica degli accordi.

L’informativa deve essere aggiornata e personalizzata, includendo i rischi legati:

  • all’ergonomia domestica
  • all’uso dei videoterminali
  • allo stress lavoro-correlato specifico della modalità da remoto

Il nostro consiglio

Non aspettate un’ispezione. Verificate che ogni posizione in Smart Working sia gestita da un Accordo interno e che sia stata consegnata un’informativa datata meno di 12 mesi fa.

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