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impianti criogenici

Impianti criogenici in azienda: sicurezza, responsabilità e gestione operativa

Dall’11 al 13 maggio 2026 si è svolto a Rimini il SAFAP 2026, il convegno dedicato alla sicurezza e all’affidabilità delle attrezzature a pressione e degli impianti di processo.

Tra i temi affrontati, uno merita particolare attenzione perché riguarda molte realtà produttive: la gestione degli impianti criogenici, soprattutto quando sono presenti all’interno di stabilimenti industriali complessi o soggetti alla normativa sugli incidenti rilevanti.

Il tema è interessante perché tocca una situazione molto frequente: l’impianto è installato nello stabilimento, viene utilizzato per il processo produttivo, ma può essere di proprietà o gestione di un fornitore esterno. In questi casi, il rischio è pensare che la responsabilità della sicurezza sia completamente “fuori” dall’azienda.

In realtà, quando un impianto è presente all’interno dello stabilimento e può avere effetti sulla sicurezza dei lavoratori, sulla continuità produttiva o sulla gestione delle emergenze, deve essere conosciuto, valutato e integrato nel sistema di prevenzione aziendale.

Dove vengono utilizzati gli impianti criogenici

Gli impianti criogenici vengono impiegati per stoccare, distribuire o utilizzare gas a bassissime temperature, come azoto, ossigeno, argon, anidride carbonica e altri gas tecnici.

Sono presenti in molti settori, anche diversi tra loro. Si possono trovare, ad esempio, in aziende metalmeccaniche e siderurgiche, industrie alimentari e del confezionamento, laboratori, realtà chimiche e petrolchimiche, trattamenti termici e superficiali, ospedali, strutture sanitarie e stabilimenti che utilizzano gas tecnici nei propri processi produttivi.

In apparenza possono sembrare impianti “di servizio”, perché spesso non coincidono con il cuore della produzione. Eppure, sono composti da elementi tecnici delicati: serbatoi, vaporizzatori, tubazioni, valvole, sistemi di controllo, dispositivi di sicurezza e attrezzature a pressione. Proprio per questo, una gestione superficiale può trasformare un elemento di supporto in una criticità rilevante.

Il punto critico: quando l’impianto è gestito da un fornitore

In molte aziende questi impianti vengono installati e gestiti da ditte esterne. Il fornitore consegna il gas, programma le manutenzioni, effettua interventi tecnici e gestisce alcuni aspetti dell’impianto.

Questo modello è normale e spesso necessario, ma non deve creare una zona grigia.

Il fatto che un impianto appartenga a un soggetto esterno non significa che l’azienda possa ignorarne le condizioni, le verifiche, le manutenzioni o le possibili conseguenze in caso di guasto. Una perdita, un malfunzionamento, un problema di pressione, una carenza manutentiva o il mancato funzionamento di un dispositivo di sicurezza possono produrre effetti direttamente all’interno dello stabilimento.

Per questo il rapporto con il fornitore non dovrebbe limitarsi alla consegna del prodotto o alla gestione del contratto, ma dovrebbe prevedere uno scambio chiaro di informazioni tecniche e organizzative.

Cosa dovrebbe sapere l’azienda

La sicurezza degli impianti criogenici non si governa solo con la documentazione commerciale. È necessario che l’azienda abbia una visione chiara di ciò che è presente nel proprio stabilimento e di come quell’impianto si collega alle attività interne.

In particolare, dovrebbe essere chiaro:

  • quali impianti criogenici sono presenti e dove sono collocati;
  • quali gas o sostanze vengono stoccati, distribuiti o utilizzati;
  • chi è responsabile della gestione tecnica, della manutenzione e delle verifiche;
  • quali sono i principali scenari di rischio;
  • come vengono comunicate eventuali anomalie o non conformità;
  • se l’impianto è considerato nel DVR e nelle procedure di emergenza;
  • se lavoratori, manutentori e addetti alle emergenze sanno come comportarsi in caso di problema.

Questo non significa sostituirsi al fornitore, ma evitare che un impianto fisicamente presente in azienda resti fuori dal sistema di gestione della sicurezza.

Perché riguarda DVR, emergenze e appalti

Quando un impianto criogenico si trova all’interno dello stabilimento, l’azienda deve valutarne l’impatto sulle attività lavorative e sull’organizzazione interna. Il tema può riguardare il Documento di Valutazione dei Rischi, le procedure di emergenza, la formazione del personale, il coordinamento con le ditte esterne, il DUVRI quando applicabile, i permessi di lavoro, le manutenzioni e la gestione delle modifiche impiantistiche.

Negli stabilimenti soggetti alla normativa sugli incidenti rilevanti, l’attenzione deve essere ancora maggiore, perché l’impianto va letto anche all’interno del sistema di gestione della sicurezza e degli scenari incidentali possibili.

Il punto, quindi, non è solo tecnico. È anche organizzativo.

Un impianto può essere progettato correttamente, ma diventare un problema se nessuno in azienda conosce le informazioni essenziali, se le manutenzioni non sono tracciate, se le procedure di emergenza non lo considerano o se il personale non sa cosa fare in caso di anomalia.

Un’occasione per rivedere la gestione degli impianti critici

Il confronto tecnico emerso dal SAFAP 2026 ricorda un principio molto concreto: un impianto critico non è sicuro solo perché è presente da anni, perché viene seguito da un fornitore o perché fino a oggi non ha mai creato problemi.

È sicuro quando è conosciuto, controllato, documentato e integrato nel sistema di prevenzione aziendale.

La domanda da porsi, quindi, non è soltanto: “Chi è il proprietario dell’impianto?”

La domanda più utile è: “La nostra azienda sa davvero come gestirlo in caso di anomalia?”

Vuoi verificare la gestione dei tuoi impianti critici?

Se nella tua azienda sono presenti impianti criogenici, attrezzature a pressione o impianti gestiti da fornitori esterni, contattaci, possiamo aiutarti a fare una verifica tecnica e documentale. Analizziamo insieme responsabilità, procedure, manutenzioni e controlli, DVR, gestione delle emergenze e coordinamento con le ditte esterne, per capire se l’impianto è davvero integrato nel sistema di sicurezza aziendale.

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