Calano infortuni e morti sul lavoro (dati pubblicati Inail)

16 settembre 2010

Cala il numero degli incidenti mortali sul lavoro, che tocca il minimo storico dall'inizio delle rilevazioni statistiche nel 1951. Lo sottolinea l'Inail presentando il bilancio annuale: nel 2009 i decessi sono stati 1050, 6,3% in meno rispetto al 2008. Diminuiscono gli infortuni in generale, 790.000, 85mila meno del 2008: è la flessione più alta dal 1993. Sulla riduzione dei casi registrati e denunciati all'Istituto incide, in parte, anche la crisi del 2009, con il calo degli occupati (-1,6% per l'Istat) e delle ore effettivamente lavorate.

L'EFFETTO DELLA CRISI. Secondo alcune elaborazioni si stima che la quantità di lavoro e quindi di esposizione al rischio di infortuni abbia subito nell'anno una contrazione media del 3%: un dato che porterebbe la riduzione reale al 7% per gli infortuni in generale e al 3,4%, per quelli mortali. L'effetto della crisi in termini di riduzione degli infortuni sul lavoro c'è stato, ma ha riguardato solo il una componente minoritaria del fenomeno. Le riduzioni più significative sono da attribuire al miglioramento dei livelli di sicurezza in atto da molti anni nel nostro Paese e alle politiche messe in atto da governi, aziende, sindacati e da tutti i soggetti che agiscono in materia di prevenzione.

MENO INCIDENTI NELL'INDUSTRIA. A livello settoriale, la diminuzione degli infortuni sul lavoro è stata molto più sostenuta nell'industria (-18,8%) che nei servizi (-3,4%) e nell'agricoltura (-1,4%). Il calo più significativo si registra nel comparto manifatturiero e nelle costruzioni mentre per quanto riguarda i servizi, apprezzabili riduzioni si registrano nei trasporti (-12,5%) e nel commercio (-9,1%). Per i casi mortali, il 2009 segna una riduzione sensibile nell'industria (-7,9%) e nei servizi (-6%).

ANALISI TERRITORIALE. L'analisi territoriale mostra che la riduzione degli infortuni ha riguardato tutte le grandi aree geografiche, con maggiore accentuazione nel Nordest (-12,8%) e nel Nordovest (-9,3%). Cali più moderati si rilevano al Centro (-8,2%) e nel Mezzogiorno (-6,8%). Per quanto riguarda i casi mortali, questi sono diminuiti in particolar modo nel Nord-Est (62 decessi in meno, pari al -21,9%) e nel Nord-Ovest (-6,2%). Molto più contenuto il calo nel Mezzogiorno (-1,7%). In controtendenza il Centro, che registra un aumento del 7,9% degli eventi mortali dovuto principalmente a un incremento dei decessi nel Lazio.

CALANO INCIDENTI IMMIGRATI. Per la prima volta in flessione nel 2009 anche gli infortuni tra i lavoratori stranieri. Dai 143.641 casi del 2008 si è passati ai 119.193 dello scorso anno, con un calo del 17 per cento. Diminuiscono anche i casi mortali, scesi a 150 dai 189 dell'anno precedente (-20,6%). Rumeni, marocchini e albanesi sono, nell'ordine, le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di incidenti, totalizzandone il 40%. Se si considerano, poi, i casi mortali la percentuale supera il 50%: un deceduto di origine straniera su due, in Italia, proviene da una delle tre comunità.

BOOM MALATTIE PROFESSIONALI. Il 2009 è stato un anno record per le malattie professionali. Le denunce complessive sono state 34.646, il valore più alto degli ultimi 15 anni, con un aumento pari al 15,7% rispetto ai 30mila casi del 2008 e al 29,3% in 5 anni. L'agricoltura è il comparto più colpito, e a registrare un'impennata sono le malattie dell'apparato muscolo-scheletrico, come le tendiniti e la sindrome del tunnel carpale, dovute a sovraccarico biomeccanico. L'Inail da tempo segnala come questo fenomeno soffra di una cronica forma di sottodenuncia. Peraltro, viene ricordato, in passato per queste patologie era necessario provare il nesso con la causa professionale; adesso beneficiano della presunzione legale di origine.

ITALIA MEGLIO DELLA MEDIA UE. Facendo un confronto con l'Europa, l'Italia mostra l'andamento migliore della media degli altri Paesi. Sulla base dei tassi d'incidenza standardizzati Eurostat, l'Italia registra per il 2007 (ultimo anno reso disponibile da Eurostat) un indice infortunistico pari a 2674 incidenti per 100.000 occupati rispetto a quello medio riscontrato nelle due aree Ue (3279 per l'area euro e 2859 per l'Ue-15). La graduatoria