Infortuni sul lavoro: domande e risposte
Se il lavoratore si fa male sul posto di lavoro è sempre un infortunio?
Si, nel senso che ne risponde sempre il datore di lavoro. No, nel senso che viene riconosciuto come infortunio dall’INAIL.
Perché l’INAIL riconosca trattarsi di infortunio sul lavoro devono esserci tre condizioni:
• Causa violenta --> elemento determinate
• In occasione del lavoro --> elemento circonstanziale
• Inabilità o morte --> elemento consequenziale
È infortunio anche se il lavoratore si fa male perché si è distratto?
Sì. Quasi tutti gli infortuni avvengono anche perché si è distratti; perciò occorre porre la massima attenzione nelle misure di prevenzione e protezione. Tranne tipi particolari di lavoro, dove non c’è altra possibilità di tutela che porre la massima attenzione (ad esempio entrare in una cabina elettrica dove ci sono conduttori elettrici nudi), il lavoratore deve essere tutelato soprattutto con misure organizzative e tecniche idonee che lo difendano anche dalla sua disattenzione.
Quando il lavoratore si infortuna è responsabile solo il datore di lavoro?
Per un infortunio ad un lavoratore è sempre responsabile il datore di lavoro, ma anche il direttore di stabilimento, il capo fabbrica, il capoturno, il caposquadra, il coordinatore, il collega più anziano che doveva controllare, il lavoratore stesso.
Se il lavoratore si fa male qualcuno va in carcere?
Il datore di lavoro è sicuramente responsabile. Però responsabile non significa colpevole. Responsabile significa che il datore di lavoro ed altri saranno chiamati a rispondere davanti ad un Tribunale della Repubblica che dovrà giudicarli colpevoli se l’infortunio poteva essere evitato applicando le norme vigenti dichiarando colpevole chi, dovendo fare qualcosa, è stato in proposito negligente e non l’ha fatta o chi, non dovendo fare qualcosa, ha provocato l’infortunio facendola.
Cosa succede se il lavoratore si infortuna andando al lavoro o tornando dal lavoro?
In questo caso il datore di lavoro non ha nessuna colpa, non verrà cioè accusato di omicidio colposo se un infortunio mortale avviene fuori dal recinto aziendale. Il lavoratore è comunque tutelato anche per questo tipo di infortunio chiamato “in itinere”.
Cosa è l’azione di “rivalsa”?
È l’azione giudiziaria con la quale l’INAIL cerca di recuperare dal datore di lavoro i
soldi spesi in assistenza al lavoratore. Perché l’azione di rivalsa prevalga, l’INAIL
deve dimostrare che l’infortunio o la malattia professionale sono avvenuti per violazione delle norme di legge. Anche a tale scopo è opportuno che il datore di lavoro stipuli una polizza assicurativa privata.
Cosa è il registro infortuni?
È un registro che si compra in cartoleria, lo si porta alla ASL per farlo vidimare cioè timbrare e si custodisce sul posto di lavoro. Nel registro sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno. Nel registro sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell’infortunato, le cause e le circostanze dell’infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro cartaceo sarà sostituito da registrazioni telematiche.
Il registro infortuni consente all’organo di vigilanza di fare sanzioni?
L’organo di vigilanza può fare sanzione solo se non esiste il registro infortuni, non può fare sanzioni se esso è bianco o completamente scritto. Il registro serve a tenere memoria degli infortuni accaduti in modo da poterne discutere periodicamente e prendere opportuni provvedimenti aggiornando anche il documento del rischio.





